Zone che archiviano da sole
Disegna un’area colorata, dalle un nome e lasciaci cadere dentro una scheda: è già archiviata. Se la togli, non lo è più. Non c’è nient’altro da fare.
Per iPhone, iPad e Mac
Buttaci note, foto, link ed elenchi: tutto quello che non sai mai dove mettere. Li sposti con il dito come foglietti veri e li raggruppi come ti pare. Prima salvi; poi, se vuoi, metti in ordine.
Già su App Store, per iPhone, iPad e Mac.
Weekend a Cadaqués
Trascinale dove vuoi
Chiamare Marta per la macchina
Sentiero costiero
Partire presto dal porto e fare colazione in spiaggia. Due ore e mezza, con calma.
Link
Casa con terrazza in centro
esempio.it
Da decidere
Portare la borsa frigo piccola!
Zaino
La caletta lassù
JPEG · 3024 × 4032
Venerdì alle 18
Funziona per intero senza account
Niente registrazioni né schermate di benvenuto: apri l’app e ci puoi già appuntare le tue cose.
Crittografia end-to-end, quella vera
Se attivi la sincronizzazione, le bacheche viaggiano crittografate: nessun altro le può leggere, nemmeno noi.
Nativa su iPhone, iPad e Mac
Non è un sito web impacchettato: gesti veri sul telefono, menu e scorciatoie nativi sul Mac.
In tredici lingue
E il catalano non è la traduzione di niente: è la lingua in cui Pattio viene scritta per prima.
La bacheca
Pattio non ha elenchi che ti obbligano a decidere dove va ogni cosa. Ha spazio: tanto. Avvicini, allontani, e ogni scheda resta esattamente dove l’hai lasciata.
Ogni scheda è un foglietto: la prendi, la sposti e si posa con la fisica gentile di una cosa fissata con una puntina.
Una leggera inclinazione, perché sembri vera. Tornando a 0° scatta una piccola calamita e resta dritta senza che tu ci pensi.
Le immagini si ridimensionano sotto le dita fino alla misura che ti va bene sulla bacheca.
Visuale libera: allontana per vedere tutto in una volta, avvicina per lavorare in un angolo.
Dal foglietto giallo al meteo di oggi, passando per cartelle, sondaggi, album, note vocali e il calendario della settimana. Queste sono sei; le altre diciannove ti aspettano dentro l’app.
La nota di sempre, in giallo, rosa o verde. Per quello che non starebbe da nessun’altra parte.
Quando un’idea ha bisogno di più spazio di un foglietto e vuoi scriverla per intero.
Dalla fotocamera o dalla libreria, e grande quanto vuoi sulla bacheca.
Lo incolli e si vede per quello che è: titolo, sito e anteprima.
Voci da spuntare con un tocco. Niente progetti, niente scadenze, niente responsabili.
Un’area colorata con un nome che raggruppa tutto quello che ci lasci dentro.
Ogni bacheca misura 4.000 × 4.000 punti. Abbastanza per non chiederti mai se una cosa ci sta.
Ci entra tutto, facilmente
Salvare una cosa deve essere più veloce che decidere dove va. Per questo Pattio ha quattro vie d’ingresso, e tutte durano un secondo.
Una griglia che si apre con un tocco, con il suo feedback aptico, per scegliere cosa ci metti.
Safari, Foto, Note… tocchi Condividi, scegli Pattio e la bacheca, ed è già lì.
Porta foto, testi o link da un’altra app (o dal Finder, sul Mac) e lasciali cadere sulla bacheca.
Incolli e Pattio guarda cosa stai portando: se è una foto, una foto; se è un link, un link con anteprima; se è testo, una nota.
Niente moduli, niente categorie da scegliere, niente titoli da dare. Metterai in ordine poi, semmai.
L’ordine, quando vuoi tu
L’ordine è facoltativo e arriva il giorno in cui ti va. Quando arriva, Pattio ti dà strumenti che non mettono pigrizia.
Disegna un’area colorata, dalle un nome e lasciaci cadere dentro una scheda: è già archiviata. Se la togli, non lo è più. Non c’è nient’altro da fare.
Una per il lavoro, una per la casa, una per il viaggio di agosto. Ognuna con il suo nome e la sua emoji, e ci salti con un tocco. Con il piano gratuito ne hai una; con Plus o Pro, quante ne vuoi.
La stessa bacheca in colonne, ordinata per attività. Per quando cerchi una cosa precisa e non hai voglia di girovagare.
Uno scuro terroso, da sughero di notte, non il solito grigio. Segue il sistema o lo scegli tu.
Otto icone tra cui scegliere, perché nella schermata Home abbia la faccia che vuoi tu.
L’apertura
Come si aprono le app su iPhone: la scheda cresce dal suo posto sulla bacheca. Nessuna finestra che arriva da chissà dove.
La scheda si ingrandisce da dov’era, con il testo al centro e le opzioni di lato. Sai sempre da dove è uscita.
Scrivi sulla scheda, senza schermate intermedie né pulsanti per salvare.
La trascini verso il basso e torna al suo posto sulla bacheca, esattamente dov’era.
Aprendo un’immagine ne vedi i dati in una colonnina accanto: dimensioni, tipo, proporzioni e data.
Sul Mac
Nessuna finestrella da iPad portata a spasso sulla scrivania: barra dei menu nativa, scorciatoie vere e cose che reagiscono quando ci passi sopra con il puntatore.
File e Vista dove devono stare, con le loro scorciatoie scritte accanto.
Pulsanti e schede che si illuminano quando ci passi sopra; trascinare con il mouse va bene quanto con il dito.
Sui Mac con Apple Silicon. La stessa app e le stesse bacheche del telefono.
Privacy
Pattio non vive di sapere cosa ci tieni. Per questo la privacy non è una schermata delle impostazioni: è il modo in cui è fatta l’app.
Le bacheche viaggiano crittografate: nessun altro le può leggere, nemmeno noi.
Se non crei nessun account, tutto resta sul dispositivo. Non c’è nessun server che ne sappia qualcosa.
Quando attivi la sincronizzazione, tutto il contenuto (testi e foto) esce crittografato dal tuo dispositivo. La chiave non lascia mai i tuoi dispositivi: il server custodisce pacchetti che non può aprire.
È il modo in cui entri da un dispositivo nuovo. Noi non ne abbiamo nessuna copia; per questo lo custodisci tu.
Davvero: quello che c’era sul server sparisce. Quello che hai sul telefono resta dov’è.
Non guardiamo cosa scrivi né cosa appunti, e non lo vendiamo a nessuno. L’unica misurazione è un’analisi d’uso pseudonima (nomi di azioni, senza nessun tuo testo né alcuna cifra) che puoi spegnere con un tocco.
Per entrare: email con codice, Apple o Google. Scegli tu.
Quello che vorremmo sapere noi prima di iscriverci a qualsiasi cosa.
No. Pattio funziona per intero senza account: apri l’app e ci puoi già appuntare le tue cose. L’account è facoltativo e serve solo a sincronizzare le bacheche tra i tuoi dispositivi.
Senza account, sul tuo dispositivo e da nessun’altra parte. Con un account, anche nel cloud, ma crittografati end-to-end: la chiave non lascia i tuoi dispositivi e il server custodisce soltanto pacchetti che non può aprire.
L’app è gratuita, e con il piano gratuito hai quanto basta per usare Pattio sul serio: una bacheca, diciassette dei venticinque tipi di scheda, sincronizzazione, condivisione e 50 MB nel cloud. I piani a pagamento sbloccano il resto: Pattio Plus dà 5 GB e Pattio Pro 15 GB, ed entrambi includono bacheche illimitate e tutti e venticinque i tipi. I prezzi li vedrai su App Store e dentro l’app prima di comprare qualsiasi cosa, e gli invitati non pagano mai.
iPhone, iPad e Mac con Apple Silicon. È un’app nativa, non un sito web impacchettato: sul Mac ci sono la barra dei menu e le scorciatoie da tastiera vere.
Se hai la sincronizzazione attiva, entri sul dispositivo nuovo con il tuo account e il codice di recupero, e le bacheche tornano lì. Se non hai un account, non c’è nessuna copia da nessuna parte: la bacheca vive sul dispositivo.
In tredici lingue: catalano, spagnolo, inglese, francese, tedesco, italiano, portoghese brasiliano ed europeo, giapponese, coreano, olandese, e cinese semplificato e tradizionale. E il catalano non è la traduzione di niente.
Sì. Invita chi vuoi a una bacheca o mandagli un link: chi lo apre guarda, vota nei sondaggi e aggiunge note dal browser, senza installare niente e senza pagare niente. Però attenzione: una bacheca condivisa deve poter essere letta nel browser di chi inviti, e per questo smette di viaggiare crittografata end-to-end finché resta condivisa. Te lo diciamo prima che tu la condivida, e quando smetti di condividerla torna a viaggiare crittografata.
Qualcosa non funziona o hai una domanda che qui non c’è? Scrivici: ti risponde una persona in carne e ossa.
oppure scrivici a app-support@somiadigital.com